YANUNI
Regia di Richard Ladkani
documentario, Brasile-USA, 2025, 112', V.O. sott. italiano
Venerdì 5 giugno
ore 21:00 - Cinema "Multisala Verdi" di Vittorio Veneto
INGRESSO GRATUITO
La proiezione di Yanuni lancia in Italia il "Festival do Cinema da Amazonia". In partnership con @mostramazonia @mekaronfilmes, Ambasciata del Brasile a Roma, Instituto Guimarães Rosa Roma, Consulado Honorario Brasil em Veneza, e le Associazioni Il mondo di Tommaso e Cinema e Ambiente di Vittorio Veneto.
Yanuni, il documentario diretto da Richard Ladkani e co-prodotto da Leonardo DiCaprio racconta la storia di Juma Xipaia, una delle più importanti voci indigene dell’Amazzonia brasiliana, impegnata da anni nella difesa della foresta e del territorio del suo popolo contro miniere illegali, accaparramento delle terre, interessi economici e violenza armata.
Sopravvissuta a numerosi tentativi di assassinio, Juma conduce una battaglia quotidiana che intreccia attivismo, politica e sopravvivenza personale. Il documentario segue il suo percorso dalla comunità Xipaya fino ai vertici istituzionali del Brasile, dove diventa la prima Segretaria per l’Articolazione e la Promozione dei Diritti Indigeni sotto la presidenza di Luiz Inácio Lula da Silva, all’interno del nuovo Ministero dei Popoli Indigeni.
Parallelamente, il film accompagna il marito Hugo Loss, ranger delle forze speciali dell’agenzia ambientale brasiliana, nelle pericolose operazioni contro i cercatori d’oro illegali lungo fiumi contaminati dal mercurio e territori devastati dalla deforestazione. Quando Juma scopre di essere incinta, la lotta assume un significato ancora più urgente e personale.
Attraverso immagini potenti e una narrazione immersiva, Yanuni diventa non solo il ritratto di una donna straordinaria, ma anche una riflessione sulla sovranità indigena, la giustizia ambientale e sull’emergenza globale di proteggere l’Amazzonia prima che sia troppo tardi.
YUMA XIPAIA
«Sono del popolo Xipaya. E nella mia infanzia sentivo dire che la mia gente non esisteva, che eravamo estinti. Ma il mio popolo esisteva, vivevamo nel nostro territorio e lottavamo per difendere il nostro territorio. C'erano molti invasori, taglialegna e pescatori che dicevano che quella era la loro terra. E continuavo a sentir dire che la mia gente non esisteva. E come non esistiamo? Noi siamo qui. I nostri ricordi sono qui. I nostri antenati sono qui.
In questo momento, in gioco non ci sono solo i nostri territori, i minerali e le risorse naturali, è in gioco soprattutto la nostra esistenza. Per molti secoli è stata negata la nostra esistenza come popolo Xipaya, come quella di molti altri.
Vediamo i grandi progetti degli invasori, i grandi progetti che ci vedono come un problema perché stiamo difendendo la foresta. Noi la difendiamo con la nostra vita ogni giorno, perché crediamo nell’importanza che ha, non solo come fonte di cibo e acqua pulita, ma anche per tutti gli esseri che hanno il diritto di esistere lì, nella foresta.
Ho imparato fin da subito che bisognava difendersi, che avrei fatto esattamente quello che i miei antenati hanno fatto per le successive generazioni: mantenere in vita le nostre foreste e la nostra gente, insieme alla nostra scienza, alla nostra cultura e alla nostra spiritualità nel nostro territorio.»
(Estratti da un'intervista a Juma Xipaia)
Fonte: Democracy Now! 13.01.2026
Questo sito utilizza cookie tecnici per la navigazione. Per continuare la lettura delle pagine clicca ACCETTO