documentario, Italia, 2024, 90', colore
regia di Andreas Pichler



In nessun’altra parte del mondo orsi ed esseri umani vivono a così stretto contatto come in Trentino. Tuttavia, con la crescita della popolazione di orsi, aumentano anche gli incontri pericolosi tra uomini e animali. Il team di 20 persone, composto da ranger e veterinari, che si occupa contemporaneamente della protezione di persone e animali, si trova ad affrontare un compito particolarmente importante. Quando Andrea Papi, 26 anni, viene trovato morto nella foresta durante la Pasqua del 2023, emerge rapidamente un cupo sospetto: Papi è stato ucciso dall’orsa JJ4. Questo incidente segna la prima morte causata da un animale selvatico in Europa centrale nella storia recente. Mentre i forestali cercano di catturare JJ4, il conflitto tra gli attivisti per i diritti degli animali e gli oppositori dell’orso raggiunge un punto critico, sollevando domande urgenti: JJ4 deve essere uccisa? Come gestire il ritorno dei grandi predatori nelle nostre foreste? Quando gli orsi diventano un problema? E chi è il vero proprietario della natura e della foresta?


NOTE DI REGIA

«Vivo vicino al Trentino e passo spesso del tempo in montagna. Mi sono occupato degli orsi e della loro situazione prima della morte di Andrea Papi, ed ero già in contatto con molti dei protagonisti quando è avvenuta. Data la natura emotiva e conflittuale di questo tema, è stato fondamentale per me ascoltare le diverse prospettive delle varie persone e gruppi coinvolti, navigando tra i punti di vista contrastanti con una mente aperta. Il film presenta persone che sono al centro della storia, il che è stato molto importante per me. L'obiettivo del film è trasmettere le intense emozioni di coloro che sono coinvolti e creare uno spazio cinematografico che provochi una riflessione. L'obiettivo è illustrare che le risposte non sono semplici e che trovare una soluzione al rapporto tra uomini e orsi in Europa centrale è complesso». Andreas Pichler



RECENSIONE

Pericolosamente vicini con la sua cornice linguistica classica riesce bene a palesare i sentimenti che attraversano i protagonisti, per forza di cose, agli antipodi. A partire dai genitori di Andrea Papi e dai contadini e pastori trentini, dai ranger del Corpo Forestale, sino agli attivisti dell’associazione animalista Lav (la più presente in questa lotta) Pichler guarda sul fondo in uno spaccato che più di ogni altro aspetto si rivela essere sociale e comunitario, data la peculiarità ambientale e locale del caso. E l’intenzione qui sembra proprio quella di mettere in gioco la sensibilità dello spettatore riguardo il tema degli orsi e la pubblica sicurezza. Perché nelle mille contraddizioni che attraversano questa vicenda, Pericolosamente vicini funziona nel mettere in discussione tutte le presunte centralità che nella vita usiamo dare per scontato: la montagna appartiene a noi o agli animali che la abitano? Di chi sono le responsabilità quando avviene una simile tragedia? Quale voce andrebbe seguita, tra le moltissime alzatesi nella bufera mediatica?

È indubbio poi che le risposte che singolarmente possiamo trovare sono lo specchio di una sorta di rivelazione, se vogliamo “politica”, del nostro modo di guardare il mondo; e questa operazione sembra possibile durante la visione del documentario proprio perché è tangibile la perpetua discordanza – soprattutto interna – in atto riguardo il tema degli orsi. Ad oggi la vicenda è tutt’altro che conclusa, e sembra che la sfida futura sia tutta in divenire. L’importante però è non dimenticare che il dibattito è ancora aperto, e che questo include tutte le idee che costruttivamente sapranno essere utili al bene di tutti.

Pompeo Angelucci  Sentieri Selvaggi 26.08.2024