documentario, Italia, 2024, 58'
regia di Francesco De Augustinis





LA STORIA

Salmoni, trote, orate, spigole, e poi ambiente, sicurezza alimentare, colonizzazione, accaparramento di terre e di risorse idriche. Until the End of the World è un viaggio attraverso tre continenti, per indagare l’industria alimentare che cresce più rapidamente al mondo: l’allevamento di pesci. Oggi, questa industria promette di contribuire a rendere il sistema alimentare più sostenibile, a fronte di una popolazione mondiale che potrebbe sfiorare i dieci miliardi entro il 2050.

Dal Mediterraneo (Italia, Grecia, Spagna), passando dal Senegal, fino alle acque della Patagonia, il film esplora i conflitti per le risorse che questa industria produce, realizzando enormi profitti e proponendosi come paladina della sostenibilità, ma in diverse parti del mondo si moltiplicano le comunità che la combattono per salvaguardare la propria stessa esistenza.



NOTE DI REGIA

L’idea del documentario è quella di raccontare e connettere l’esperienza di diverse comunità che in modo indipendente, in diverse parti del mondo, lottano contro l’espansione degli allevamenti di pesce.
Dall’Italia, alla Grecia, dalla Spagna al Senegal, fino alle acque un tempo incontaminate della Patagonia cilena, il film espone i conflitti per le risorse che questa industria produce, realizzando enormi profitti e proponendosi come paladina della sostenibilità



“Until the end of the world”, il documentario che racconta l’allevamento intensivo di pesci

Non si parla ancora abbastanza di acquacoltura. Se infatti la consapevolezza delle problematiche causate dagli allevamenti intensivi di animali da terra è piuttosto diffusa (80 miliardi di esemplari), il dibattito su quelli di pesce è ancora ai suoi albori (130 miliardi di esemplari). Eppure anche questi sono modelli intesivi di produzione che hanno conseguenze simili a quelli di polli, tacchini, galline, mucche e maiali.

È questo che racconta Francesco De Augustinis, documentarista e giornalista indipendente che da più di dieci anni indaga le filiere agroalimentari e il loro impatto. Il suo ultimo documentario “Until the End of the World” è infatti un’inchiesta sull’acquacoltura, l’industria alimentare in più rapida crescita al mondo. Secondo i dati della Fao la quota di pesci prodotta in allevamento, dopo un’impennata negli ultimi trent’anni, ha superato quella di pescato e nel 2021 si attestava a 126,04 milioni di tonnellate (a fronte di 92,18 milioni di tonnellate pescate).

In “Until the End of the World” De Augustinis mostra il suo viaggio in tre continenti e prova a sfatare la narrazione più diffusa oggi sugli allevamenti di pesce. Istituzioni internazionali come la FAO li promuovono infatti come un modello sostenibile per l’ambiente, per ridurre l’overfishing, sfamare la popolazione mondiale e rendere le diete occidentali più sostenibili.

Martina Ferlisi - Altreconomia - 04.06.2024